Allen Iverson – Il buio della stella: il carcere. The Answer
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Allen Iverson – Seconda parte

“Rischi 60 anni.” Rise amaro, Allen non aveva idea di quel che gli stessero dicendo. 60 anni di galera per una rissa in cui lui giurava e spergiurava di essersela data a gambe. Gli amici che nel parapiglia qualche botta da orbi l’avevano presa e data ma mai a pensare che di 70 persone gli unici ad essere accusati della rissa fossero loro. Una gang di 4 afroamericani violenti. I bianchi della Virginia non potevano accettare che la passassero franca, poco importa se fossero tutti e quattro minorenni e che non fossero più che grandi amici. Il ragazzo dal talento infinito non avrebbe dovuto trascorrere altro tempo ad inseguire i suoi sogni, doveva esser sbattuto in prigione. Allen non ha mai creduto di esser condannato e fu l’unico dei quattro, che,nel giorno della sentenza, prese la parola chiedendo scusa pur non sentendosi responsabile di quella rissa. Nessuno dovrebbe vivere attimi di paura come quelli ma ho fiducia nella giustizia. Questo il senso delle sue parole. La giustizia lo ripagò con una condanna definitiva da 5 anni! Un ragazzo ed i suoi amici sarebbero usciti dal carcere a 23 anni. Le due fazioni contrapposte, la soddisfazione degli accusatori, bianchi; la rabbia della comunità afroamericana. Allen avrebbe dovuto finire l’high school e avrebbe dovuto iniziare l’università, con una borsa di studio, grazie al suo infinito talento sportivo. Finisce invece in carcere. Uscirai presto. Uscirai presto gli ripetono gli avvocati ma passa il primo mese dentro e di uscire non se ne parla perché come fosse un condannato a morte, gli viene negata la libertà su cauzione. “Non so se uscirai, forse lo farai alla fine della pena, quindi fai tutto quello che devi fare per sopravvivere perché da queste sbarre nessuno forse ti tirerà mai fuori.” Suona così il consiglio di uno dei migliori amici di Allen Iverson che trascorre secondo e terzo mese in carcere senza che s’intraveda luce di libertà, mentre fuori dal carcere, fiaccolate ed iniziative suscitano l’interesse dei media. E’ un’intervista che gli fu concesso di rilasciare con un permesso speciale che attira la massima attenzione del Governatore della Virginia Douglas Wilder che con un atto di grazia, prima salva dal carcere Allen Iverson e pochi giorni dopo fa lo stesso con i suoi compagni di disavventura. Allen esce dal carcere ma sembra ugualmente tutto finito, il miglior quarterback del campionato e la più promettente stella del basket giovanile USA non trova chiamate, in troppi sono spaventati dalla sua fama di cattivo ragazzo. Qui entra in gioco il “cuore di mamma”, Ann Iverson si lancia in un convincente piagnisteo persuasivo nei confronti di coach Thompson della prestigiosissima università di Georgetown e garantisce che il figlio non lo farà pentire della sua decisione. Thompson cede alla pressante disperazione della mamma di Allen che finalmente ha una borsa per giocare nella NCAA.

to be continued…>

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