Coppa di Francia – La favola del Calais che sfidò i giganti
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Coppa di Francia 1999/2000 – In Francia, accanto alle famosissime favole di Perrault (Il gatto con gli stivali, Pollicino, Cenerentola, La bella addormentata, Cappuccetto rosso), raccontano anche quella meno nota del Calais. Favola che, più o meno, fa così.
C’era una volta una squadra di calcio dilettantistica che sognava di vincere la coppa più importante del Paese. In molte avevano tentato l’impresa, ma nessuno era mai riuscita ad arrivare fino in fondo. I dilettanti, se andavabene, riuscivano a passare i primi turni, poi però, quando entravano in gioco le corazzate dei professionisti, salutavano e se ne tornavano a casa.
I calciatori del Calais, che di giorno erano giardinieri, impiegati, operai, pescatori e si allenavano dopo il lavoro, giocarono le partite di quell’edizione a cavallo del millennio in trasferta, anche quando avrebbero dovuto disputarle in casa. Il loro stadio era troppo piccolo per accogliere i tifosi ospiti.
Dilettanti ma tosti. Il Calais giunse ai quarti di finale ed eliminò la formazione di prima divisione dello Strasburgo; poi in semifinale, dove estromise addirittura i campioni in carica della Francia campione del Mondo, il Bordeaux. Dopo la gara l’allenatore dei calesiani ebbe un malore, troppo forte l’emozione.
La finale si disputò proprio in quel Saint-Denis che un paio d’anni prima aveva goduto nell’ammirare Zidane e compagni dominare il Brasile, davanti a 80.000 spettatori.
Quelli del Calais 80.000 persone allo stadio non li facevano neppure in dieci campionati messi insieme.
Il sogno era lì, a portata di mano: un meraviglioso e splendente trofeo, la qualificazione per la Coppa UEFA dell’anno successivo e un bel gruzzolo in diritti TV.
Il lieto fine di questa favola è rappresentato dall’accoglienza da eroi che la cittadina sulla manica riservò ai loro “campioni” e dal posto che conquistarono nei cuore dei romantici e nelle anime dei sognatori di tutto il mondo.
E’ qui che di solito i bimbi piangono e i papa’ cercano di spiegare loro che no, nemmeno la mamma può farci niente.
Allez Calais!

Buonanotte ai romantici, agli impavidi e ai puri di cuore; buonanotte Calais!

 

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