Johan Cruijff – Quel momento in cui diventò l’olandese volante
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credit immagine: Fotograaf Onbekend / Anefo.

Avete presente quando si dice che difficilmente un singolo giocatore possa fare la differenza?? Bene. Forse chi afferma tutto ciò non conosce la storia di Johan Cruijff.

Precursore dei tempi


Dopo aver vinto tutto in Olanda, con la maglia dei lancieri dell’Ajax, Cruijff (precursore dei tempi anche nel mettere il danaro al primo posto negli interessi di un calciatore) , decise di intraprendere l’avventura spagnola in quel Barcellona che non vinceva oramai dal 1960. Tre milioni di fiorini olandesi, l’equivalente di un miliardo e trecento milioni di lire, mentre le sue gambe vennero assicurate da Lloyd’s di Londra per due miliardi e mezzo di lire. Eran passati 14 anni dall’ultimo scudetto targato Helenio Herrera. Il dominio Madrileno (9 scudetti Real Madrid, 3 Atletico Madrid), era ormai l’incubo dei tifosi blaugrana. Anche se l’ultimo campionato, quello del 1973 era stato vinto dal Valencia di Alfredo Di Stefano.
Anno 1973-74. La stagione comincia senza l’olandese a causa di problemi col transfer dall’Uefa (o legati al contratto milionario).

Una rimonta incredibile

Il Barcellona è terzultimo e le speranze scudetto sono pari a zero.
Dopo 7 giornate a finalmente il transfer e Johan comincia così ad orchestrare la sua sinfonia calcistica. La marcia del Barca è trionfale, devastante.
Cruijff e compagni giocano un calcio fantastico, fatto di goleade e difesa impenetrabile. Arriviamo al 22 Dicembre del 1973.
Lo scontro tra Atletico Madrid e Barcellona è il match di cartello. La partita sembra bloccata, non si schioda dalla parità. Poi d’un tratto un lampo. Rexach crossa dalla destra, Cruijff si libra in aria e con un colpo di tacco volante segna uno dei goal più belli ed incredibili della sua carriera.

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L’Olandese volante

Da quell’istante diventerà l’olandese volante, the flyng dutchman, vincerà partita e scudetto.
Un gesto atletico sbalorditivo, un mix di forza ed eleganza in un unico atto, un Momento che rimarrà per sempre impresso nel firmamento sportivo.

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