Democracia Corinthiana – Sócrates, rock and roll e libertà
Tempo di lettura: 2 minuti

Democracia CorinthianaSocrates: Quel pugno alzato in cielo

192 centimetri ben piantati sul campo poggiati su un rivoluzionario 41 di scarpa, con un pugno sinistro chiuso ben teso lungo la linea che da terra portava al cielo. Lo avrete visto decine di volte, indipendentemente dalla vostra classe di nascita. Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, al mondo noto semplicemente come Sócrates o al più Doutor Sócrates per quella laurea in medicina conseguita mentre era già un giocatore professionista del Botafogo. O Doutor é stato, senza dubbio alcuno lo è ancora, il giocatore simbolo del Timão, il Corinthians, una delle squadre più famose e titolate dell’intero Brasile.

E’ stato giocatore simbolo per i successi sportivi ma più di ogni altra cosa lo è stato per la sua naturale leadership ideologica. E’ proprio lui, infatti, che in un clima di dittatura militare in Brasile e nel pieno di una grande crisi del club calcistico paulista che ha dato vita ad una corrente di pensiero che ha fatto nascere, insieme ad altri 3 giocatori: Wladimir, Casagrande e Zenon quella che è passata alla storia come la Democracia Corinthiana. In uno scenario politico e sociale di grande repressione militare, in un crescente desiderio collettivo di libertà di espressione e di democrazia, s’innesta questo movimento guidato da calciatori politicizzati che instaurano nel proprio club una gestione paritetica e democratica delle scelte della squadra. Un movimento di gestione sportiva che diviene movimento d’influenza di masse già molto sensibili ai temi di rivolta contro le oppressioni, resistenza civile, scioperi, voglia di partecipazione, libertà di espressione e desiderio di superamento della dittatura a favore della democrazia, di una democrazia presidenziale con l’elezione diretta del presidente. Tra giocate mirabolanti, rock and rollgrandi cortei e testimonianze, si racconta questo docufilm tutto da partecipare, per un tuffo emotivo nel Brasile a cavallo tra gli anni 70 e 80; nel Brasile che ebbe un amore esagerato per la libertà, un amore di cui si ascolta ancora distintamente l’eco.

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