Joseph Ilunga Mwepu – La punizione calciata al contrario
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credit immagine: Nazionale Calcio.

Joseph Ilunga Mwepu – La punizione della disperazione

Un gesto apparentemente senza senso quello di Joseph Ilunga Mwepu che invece, nasconde una storia che lega -purtroppo- lo sport alla politica e alla sopravvivenza.

Correva l’anno 1974 quando, tra lo stupore generale, lo Zaire vinse la Coppa Dei Campioni d’Africa, qualificandosi così per i Mondiali che si sarebbero disputati lo stesso anno in Germania.

Qui ha inizio la nostra storia; lo Zaire finisce nel girone B con Scozia, Jugoslavia e Brasile.

Le poche probabilità di fare almeno un punto per la squadra africana sono proprio alla prima partita del girone contro la compagine scozzese, che però, si impone col risultato di 2-0.

La seconda partita, contro la temibile Jugoslavia finisce invece in disfatta per lo Zaire che perde 9 a 0.

Fu proprio in seguito a questa sconfitta che, l’allora sanguinario dittatore dello Zaire, Mobutu Sese Seko, informò i poveri giocatori della sua nazionale, che se avessero perso l’ultima partita con il Brasile, per più di 3 a 0, al loro ritorno in patria avrebbero trovato le loro tombe ad aspettarli.

Un Brasile salvatore o carnefice

La partita finale del girone si gioca a Gelsenkirchen in un caldo pomeriggio di Giugno. Il Brasile, campione del mondo in carica, si porta proprio sul 3 a 0 e, dopo una serie infinita di occasioni per incrementare il passivo, al minuto 85′ si ritrova con un calcio di punizione fischiato al limite dell’area di rigore dello Zaire.

Il temibile Rivelino -già a segno in quella partita- si appresta a battere il calcio di punizione quando, dalla barriera, scatta un giocatore che calcia lontano il pallone a gioco fermo. Il suo nome è Joseph Ilunga Mwepu, e il suo gesto spezzò l’inerzia della partita che finì proprio col punteggio di 3 a 0.

La rivelazione

Questa storia restò poco più che una barzelletta fino al 2002, quando Joseph, rese nota la verità sulla condizione dei giocatori dello Zaire in quella partita durante un’intervista alla BBC, facendo ricredere il mondo intero su quell’episodio, spiegando come, preso dal panico, in quel Momento pensò solamente ad un modo per evitare il quarto gol senza dare importanza alle risate dei giocatori brasiliani.

Mwepu morì nel 2015 in seguito ad una lunga malattia ma il suo gesto resta tutt’ora indelebile nel cuore di tutti gli innamorati dello sport, perchè mai come allora, una partita di calcio fu questione di vita o di morte. Purtroppo.

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