Ciak si Giro – Giro d’Italia 2018, 21a tappa: Il trofeo senza fine ha un nuovo nome impresso: Chris Froome
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Giro d’Italia 2018 – Ventunesima tappa: Roma – Roma 118 km.

Ultima tappa di questo Giro. Questa volta la classica passerella della carovana rosa si effettuerà nella città eterna di Roma. Un luogo che va a collegare quella che è stata la partenza di questo Giro, ovvero Israele, altra città santa. Un Giro che ha entusiasmato tutti, ridando lustro a quella che per noi risulta essere da sempre la più bella corsa a tappe che esista -e siamo di parte, lo sappiamo-. Un Giro che ha visto bellezze paesaggistiche, corse nella corsa e sforzi sovrumani.

Un Giro dal percorso fantastico, reso ancor più duro da un gruppo che ha onorato ogni singola tappa correndo a tutta. Pensiamo a quanto accaduto a Simon Yates, Fabio Aru e Thibaut Pinot. Il corridore francese al termine della tappa di ieri è finito in ospedale per febbre e disidratazione.

Abbiam riso, visto ragazze belle e brave – ogni riferimento a Laura Betto e Bar Refaeli non è puramente casuale- senza tralasciare il protagonista principale: il ciclismo.

La maglia rosa Chris Froome è riuscita con un’azione d’altri tempi non solo a vincere il Giro, ma a farsi amare dalla gente che, in pieno stile Rocky IV, provava (per le note vicende di doping ancora in corso) una certa diffidenza nei confronti del corridore della Sky.

Abbiam ammirato le volate di Elia Viviani. Il nostro velocista, vincitore della maglia ciclamino, della classifica a punti che adesso smetterà i panni di corridore di strada per tornare in pista; pista che già a Rio ha regalato ai nostri colori, medaglie dal metallo prezioso. Onore anche a Sam Bennett, degno rivale di Viviani, capace di vincere due gare e sdoganare insieme alla sua squadra, la Bora hansgroe, il brindisi dell’estate.

Ed onore infine al nostro idolo Giuseppe Fonzi, maglia nera di questo Giro che terminerà la corsa a tappe con quasi 6 ore di ritardo da Chris Froome. Il corridore della Wilier Triestina – Selle Italia ha sofferto, sudato, deliziato il pubblico con il suo sorriso contagioso e, per questo, merita il nostro più caloroso saluto.

Ma andiamo alla tappa odierna. Una tappa che si svilupperà in un circuito insolito e particolare. Un circuito secondo i corridori e le ammiraglie troppo pericoloso. Polemiche e incomprensioni che hanno un po’ intaccato l’entusiasmo di questi giorni. I colloqui tra organizzazione e ciclisti hanno portato ad una incredibile neutralizzazione della gara a ben 80 km dall’arrivo. Una cosa mai vista prima. I sanpietrini, pietra a vivo, sembrano risultare veri e propri spuntoni per le ruote delle bici, che sembrano sgonfiarsi come il nostro entusiasmo.

La classifica agli 80 km dall’arrivo è già chiusa dunque. Ai 70 km dall’arrivo partono all’attacco Wurtz Schmidt e Lutsenko, seguiti subito dopo da altri 13 corridori: Denz, Ventoso, Ballerini, Boaro, Schillinger, Neilands, Juul-Jensen, King, Kuznetsov, Cavagna, Van Hecke, Lindeman, Didier, Marcato, Fonzi (si proprio lui) e Zhupa. Il gruppo dei velocisti insegue a 46″, mentre il gruppo maglia rosa passeggia per le vie di Roma a oltre 2 minuti. La corsa va via noiosa, quindi non ci resta che godere del panorama e delle bellezze che Roma ci riserva.

Ai 13 km vengono ripresi gli ultimi due uomini in fuga Juul Jensen e Kuznetzov dal gruppo dei velocisti; mancano due Giri e i velocisti non hanno intenzione di lasciar andar nessuno. Il gruppo maglia rosa a quasi 9 minuti. Comincia l’ultimo Giro del circuito -fortunatamente- questa tappa sembra esser durata più di tutte le altre 20 messe insieme. Elia Viviani con un problema alla catena deve sudare per rientrare nel gruppo. Cominciano gli scatti, ma vengono subito ricuciti. Partono in quattro: Martin, Mullen, Van Poppel e Senechal, ai quali di aggiunge Mattia Cattaneo; i cinque di testa ai – 5 km hanno un vantaggio di 6 secondi. A 3 km dall’arrivo il gruppo è compatto, ora attendiamo tutti la volata. I treni cominciano a tirare, Bennett si mette alla ruota di Viviani. Parte lo sprint: Viviani parte lungo e Sam Bennett lo brucia e fa suo l’ultimo successo di tappa.

Si conclude così questo Giro d’Italia,con Chris Froome vincitore a sorpresa viste le due settimane di corsa; Elia Viviani e Bennett uomini indiscussi della velocità, Miguel Angel Lopez miglior giovane e Fonzi idolo assoluto con una ambitissima maglia nera.

Il Giro si conclude qui. Onorati di averlo raccontato, vi ringraziamo per aver vissuto questi Momenti insieme a noi. GRAZIE!

Ciak, si Giro.

 

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