Delusione Juve: quando la strategia della vecchia signora era differente
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credit immagine: Getty Images.

La sconfitta della Juve di ieri sera, ha di fatto messo la parola fallimento dinnanzi ad una stagione che si preannunciava scoppiettante. Una parola forte per una squadra che si appresta a vincere per l’ottava volta consecutiva lo scudetto. Questo fa pensare quanto forte sia questa squadra che, tuttavia ha forse perso quel marchio che l’ha contraddistinta per tanti anni.

Zidane, Buffon, Nedved e…

Il modus operandi che ha sempre contraddistinto la società Juve è sempre stato quello di vendere il campione ormai affermato, a cifre importanti, per poi costruire una squadra forte e vincente per decenni. La scelta di puntare sul giovane Del Piero cedendo il capitano e simbolo italiano, Roberto Baggio per 20 miliardi di lire è solo uno dei tanti esempi. Uno dei più eclatanti è senza dubbio il passaggio di Zinedine Zidane al Real Madrid per 150 miliardi di lire. Una cifra che verrà poi impiegata per l’acquisto di Buffon, Nedved e Thuram. Ne nascerà un sodalizio vincente, i primi due diventeranno delle bandiere e capisaldi della società.

Pogba, Higuain ed il cambio di rotta

Un momento della storia recente della Juve è senza alcun dubbio l’acquisto dello svincolato Pogba, rivenduto poi alla cifra record (poi surclassata dal PSG con Neymar e Mbappé) di 110 milioni di euro. Una cessione che tuttavia non servirà per porre solide basi, creando l’ennesimo zoccolo duro, formato da giovani affamati e vogliosi di imporsi, ma acquistando il campione ormai prossimo ai 30 anni Higuain. L’argentino viene dal record di goal segnati (ben 36) in Serie A e per strapparlo al Napoli di De Laurentis, Marotta e Agnelli pagano la clausola rescissoria da 90 milioni di euro.

Da Higuain a Ronaldo, con l’ossessione Champions

La Juve perde la finale contro il Barcellona di Messi. Le lacrime di Buffon e Pirlo, le dichiarazioni di Agnelli ed il successivo acquisto di Higuain, scoperchiano un calderone che ad oggi continua a rivelarsi un vero e proprio boomerang. La Juve vuole vincere la Champions League, bissando finalmente l’ultimo successo contro l’Ajax, avvenuto ben anni fa. L’acquisto di Higuain ne è la prova. Toglie l’uomo dei record, il giocatore simbolo del Napoli di Sarri e punta con decisione alla Coppa dalle grandi orecchie. Ma Higuain non basterà. L’argentino storicamente non è uomo da partite dentro o fuori ed il sogno della Juve si infrangerà contro il Real Madrid dell’acerrimo nemico Cristiano Ronaldo. Un nemico che realizzerà il rigore decisivo, porterà in finale i Blancos e regalerà a Zidane (l’uomo dei 150 miliardi) la terza Coppa dei Campioni consecutiva.

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L’affare Ronaldo

Nella vita, così nello sport (ed in particolare nel calcio) quel che si ha non basta mai. Così può capitare che Florentino Perez pensa di poter fare a meno dell’uomo simbolo del Real Madrid (negandogli un aumento che lo porterebbe a diventare il calciatore più pagato della storia) e allo stesso Ronaldo non basterà rimanere nel club più titolato al mondo, dove ha vinto 5 palloni d’oro. Ne nascerà una estate caldissima, dove Marotta, Paratici e lo stesso Agnelli avranno ruoli determinanti, vedute opposte e obiettivi differenti. Ma il grande colpo arriverà. Cristiano Ronaldo è della Juve per una cifra pari a 112 milioni di euro e il sogno Champions si avvicina.

Una pressione spropositata

La stagione parte come da copione. La Juve in campionato non ha rivali. Arriveranno vittorie su vittorie, nemmeno il buon Napoli dell’esperto Carlo Ancelotti riuscirà a tenere il passo e l’ottavo scudetto consecutivo è cosa fatta. Ma non basta. La Juve in questi anni ha spesso abbinato la vittoria del campionato a quella della Coppa Italia. Un binomio che tutti gli juventini sperano un giorno possa diventare un trio (triplete in spagnolo) e mettere un punto esclamativo alla loro storia, eguagliando i rivali dell’Inter. Il sogno si infrangerà contro una magnifica Atalanta che, in barba ai pronostici, eliminerà la Juventus dalla Coppa di Lega. Ma poco importa, l’obiettivo è dichiarato. La Champions resta il sogno e con Cristiano Ronaldo tutto è possibile. Il passo falso durante l’andata degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid, farà da apri porta ad una notte da sogno. Lo Stadium trascina i bianconeri. L’uomo Champions, Cristiano Ronaldo, ne rifila 3 ai vecchi nemici madrileni e tutto sembra essere frutto di una scelta azzeccata.

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Il collettivo Ajax e quei ragazzini terribili

A volte però capita di trovare l’avversario giusto nel momento sbagliato. Perché l’Ajax, club di grande storia, cerca di ricreare un ciclo di ragazzi talentuosi ma anche vogliosi di crescere in fretta, consci della propria forza e frutto della spensieratezza dei pochi anni. La Juve ha uomini esperti, il campione nato per queste serate ma tanta, tanta pressione. Ne nasceranno due gare sofferte, dove il solito Ronaldo cercherà di mettere tutto a posto. Ma non basterà. La Juve rimarrà soffocata dalla stessa filosofia che per anni l’ha sorretta e portata la vittoria.

Ritorno alle origini

Non più la vendita del big per costruire una squadra forte e compatta in tutti i reparti, ma una corazzata con qualche lacuna (il centrocampo Vidal, Pirlo, Marchisio e Pogba era considerato il più forte d’Europa) di natura tecnica, preferendo il campione. Scelte rispettabili che spesso abbiam visto fare dalle più grandi d’Europa. Dal Manchester City, passando per il PSG, senza tralasciare lo stesso Manchester United. Tutte squadre in cerca d’autore, pronte a spendere una fortuna per accaparrarsi il giocatore più forte. Modi opposti di agire rispetto al Barcellona (che ha costruito le sue fortune partendo dalla propria cantera), all’Atletico Madrid o allo stesso Siviglia, per anni dominatore dell’Europa League. Una Juve che anche quest’anno ha dimostrato di essere tra le più forti squadre europee e di potersela giocare alla pari con chiunque. Una squadra solida, fondata sul principio allegriano dell’importante è vincere. Il prossimo anno è già entrato nel vivo; presto si parlerà di mercato, obiettivi e del sogno di tutto il popolo bianconero, di alzare la tanto agognata Coppa dei Campioni. Un sogno possibile, probabile. Ma forse è arrivato il momento di cambiare strategia, tornando alle origini, quando gioco e collettivo riuscivano a cementare un gruppo per decenni, pronto anche ad affrontare con forza anche le sfide più importanti.

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