Villeneuve vs Arnoux – Un duello da leggenda: i bei vecchi tempi
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credit immagine: ideogibs.

Vettel allarga Hamilton verso il muretto. L’inglese si rivolge subito al proprio muretto e biasima il collega. La direzione gara declassa il tedesco regalando la vittoria al pilota della Mercedes, con la Ferrari che protesta. Che bel marasma eh? E in questo clima bollente ci dirigiamo a passi veloci a domenica, al Gran Premio di Francia. La stessa tappa del mondiale che, esattamente 40 anni fa, regalava alla Formula Uno e, in generale, al mondo delle corse, il duello più straordinario e genuinamente bello dello sport: Villeneuve vs Arnoux. Quando la storia diventa leggenda.

Sangue ed eroi

Vi ricordate l’Iliade e l’Odissea? Qualche appassionato avrà ancora a mente i confronti tra i campioni dei rispettivi eserciti che, affrontandosi in un duello fino alla morte, determinavano spesso l’esito delle battaglie senza scomodare i propri eserciti. Un’epoca di sangue e di eroi, di Achille ed Ettore. Un’epoca leggendaria della quale ancora oggi sentiamo parlare. Ecco, se esiste qualcosa di quanto più vicino ai poemi omerici, quella è la Formula Uno dei “bei vecchi tempi”. Guidare una monoposto in quelle stagioni significava vivere letteralmente alla giornata. Un giorno ci sei, il giorno dopo chissà. Fai le prove libere il venerdì senza sapere se domenica pomeriggio, uscirai da quella macchina sulle tue gambe. E forse è proprio questo a rendere quegli anni così speciali. Ci vuole coraggio per guidare in Formula Uno nei ruggenti ’70, e ci vuole uno sconfinato talento. Quello che appartiene ai protagonisti della nostra storia.

Parterre de roi

A Digione si disputa il Gran Premio di Francia valido per la stagione sportiva del 79. È la Renault, col suo eccezionale motore turbo ad essere la strafavorita per conquistare il successo. Parlare di doppietta non sembra affatto una bestemmia. Le altre sembrano dietro. Tuttavia la Ferrari, con una macchina giudicata da alcuni addetti ai lavori esteticamente ridicola (ma con innovazioni che faranno scuola) è la regina del momento grazie a Jody Scheckter, vittorioso a Montecarlo e in testa al campionato. Le previsioni al sabato vengono rispettate. Le Renault lasciano intravedere lo strapotere tecnico sul circuito di Digione mandando in prima fila entrambi i suoi piloti: primo Jabouille, secondo Arnoux. Completano la seconda fila Villeneuve su Ferrari e Piquet su Brabham-Alfa Romeo, mentre il leader del mondiale Scheckter è solo quinto. Si preannuncia una gara a senso unico. Ma fortunatamente, nel mondo dello sport, non sempre le previsioni vengono rispettate.

Capovolgimenti

O meglio, vengono rispettate in parte. Perché la Renault, che aveva letteralmente impressionato sul tracciato di Digione, terra di vino e di buon cibo, venerdì e sabato, la domenica, giorno del Signore, è assistita anche da qualche entità misteriosa. In griglia, infatti, i due francesi in prima fila partono male: Villeneuve scatta in maniera prodigiosa e toglie a Jabouille la prima posizione, mentre Arnoux, pigrissimo in partenza, viene risucchiato addirittura fino alla nona posizione. Sembra fatta per il canadese della Ferrari, che domina e prende il largo, pregustando già il riavvicinamento al compagno di squadra e alla testa del mondiale, distante dieci punti prima del Gran Premio. Ma, come detto, domenica 1 luglio 1979 qualcuno di più potente e misterioso di un motore turbo aiuta la Renault, e a metà corsa Gilles Villeneuve comincia ad avvertire problemi ai freni. Inizia un’altra gara.

Villeneuve vs Arnoux: a un passo dall’infinito

Jabouille si avvicina in fretta a Villeneuve che fatica, nonostante il suo infinito talento, a tenere la propria monoposto in pista. È il giro 47 quando Jean-Pierre Jabouille supera il canadese e lo stacca, avviandosi sereno verso il primo trionfo della sua carriera. Sembrerebbe finita qui. Ma non è così. Perché René Arnoux, trascinato in mezzo al gruppo dopo la falsa partenza, ha sfruttato lo strapotere della sua macchina per recuperare posizioni in maniera furibonda, trovandosi già al 15esimo giro sul podio. Ecco dunque che dopo aver dominato il Gran Premio di Francia per gran parte, Gilles Villeneuve si trova come il prosciutto in mezzo a una baguette tutta francese. Ma se Jabouille ormai è lontano e la vittoria è andata, il canadese della Ferrari deve guardarsi le spalle, perché il rampante Arnoux arriva ad ampie falcate. Giro 78. Fino all’inizio della leggenda.

Eroi

I problemi ai freni di Villeneuve peggiorano. Arnoux fiuta la possibilità di sorpassarlo e imprime un ritmo folle che gli permette, nel giro di poco, di portarsi col fiato sul collo della Ferrari 312 T4 dell’Aviatore. Ed eccolo il primo attacco. Mancano 3 giri alla fine e il francese della Renault, sfruttando la velocità nel dritto della sua macchina, attacca all’interno Villeneuve che prova a resistere con una manovra dal “coraggio leonino” (come ebbe a dire il fortunato telecronista Rai dell’epoca Mario Poltronieri) accompagnando per tutta la curva all’esterno Arnoux, cedendo la posizione solamente al cambio di traiettoria. Sembra fatta. La Renault può volare verso la storica doppietta. Ma l’Aviatore non è tipo da farsi mettere sotto troppo facilmente. Con una macchina praticamente ormai inguidabile il canadese, nello stesso punto in cui aveva subito il sorpasso il giro prima, contrattacca con una mossa folle quanto spettacolare, con le ruote che fumano e Arnoux che prova a chiudere la porta. Senza successo. Il giovane francese non ci sta. La sua Renault va come il vento in rettilineo. Così prende la scia e si rifà sotto. I due si toccano. Villeneuve resiste e seguono svariati metri con le due monoposto letteralmente ruota a ruota. All’ultimo sangue, come Achille contro Ettore.

Villeneuve vs Arnoux: che la leggenda abbia inizio

Alla fine è Villeneuve a spuntarla. Il pubblico è in visibilio. Chi ha potuto assistere dal vivo a questo evento, che sia a Digione o davanti a un teleschermo in giro per il mondo, ha la sensazione di aver assistito a qualcosa di storico. Tuttavia le polemiche divampano subito dopo la bandiera a scacchi. Sono in molti gli addetti ai lavori a lamentarsi delle manovre folli compiute da Arnoux e Villeneuve. Rischiose e pericolose. Anche molti piloti hanno da ridire. Ma ci pensa Arnoux a spegnere ogni polemica, legittimando la sua fantastica battaglia con Villeneuve e rendendo onore al suo nemico. Sì, perché se Arnoux ha perso questa battaglia per appena 14 centesimi, è vero anche che ha conquistato un’aura di gloria eterna che oggi, a distanza di 40 anni, ci lascia sbalorditi e a bocca aperta. Con la pelle d’oca, a vedere e rivedere quei folli pionieri darsi battaglia a velocità supersonica.

E adesso?

Se pensiamo al team radio di Hamilton, pronto a lamentarsi della manovra di Vettel nell’ultimo GP di Canada (lui come tanti altri in tante altre gare) e lo mettiamo a confronto con le parole di Arnoux su Villeneuve, non può che calare su ogni appassionato di Formula Uno un velo di tristezza. Il Circus in termini di sicurezza è cambiato, fortunatamente. Ma non si starà esagerando? È forse fin troppo facile rimpiangere i vecchi tempi, ma viene ogni volta eccessivamente facile chiedersi se i piloti di oggi valgano, per talento e coraggio, quelli del passato. Solo i posteri ci potranno dare una risposta. Vedremo se tra 40 anni qualcuno si ricorderà dei duelli soft tra Vettel e Hamilton, se ci sarà ancora un ragazzino pronto ad avere la pelle d’oca guardando il video delle loro gesta. Di sicuro per allora, quando dalla battaglia Villeneuve vs Arnoux ne saranno passati 80, quello stesso ragazzino si commuoverà mirando quell’impresa, di Achille contro Ettore, e pensando a cosa si è perso.

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