Robert Kubica: Formula Uno e resilienza, impossibile fermarlo
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credit immagine: ph-stop.

Robert Kubica – Start and Stop

Basta una sola parola per descrivere la carriera sportiva di Robert Kubica. A partire dagli esordi, quando, dopo le prime vittorie in Polonia, il papà, con tutti i sacrifici del caso, lo porta a correre con i kart in Italia per farlo misurare in un ambiente più competitivo. Nel 2002, dopo l’esperienza ricca di successo nei Kart, il passo successivo è la Formula Renault, il primo delicato approccio a una monoposto a ruote scoperte, dove Robert mostra subito tutto il suo talento con vittorie e Pole Position, mancando solo il primo posto in campionato.

                                         (Hamilton, Kubica e Rosberg Kart 2000)

Il primo stop

Nel 2003 la sua vita incontra il primo bivio: a causa di un incidente stradale rischia l’amputazione di un braccio e il suo debutto nella F3, una categoria importantissima per farsi notare dai grandi, viene rimandato, con la stagione che si fa tutta in salita e non porta i risultati sperati. Kubica si deve ricostruire da capo e ripartire. La sua occasione l’avrà a fine 2005, quando, come premio per aver vinto la Formula Renault, ha l’opportunità di provare la monoposto di F1 della casa francese.
Il crono che riesce a ottenere nei test collettivi di Barcellona è strabiliante, in molti rimangono sorpresi dalla sua velocità, ma ciò non convince la Renault a tenerlo in squadra, così viene appiedato.

L’inizio di un sogno

Qui entra in gioco la BMW, che vedendo in lui un talento cristallino, lo prende come terzo pilota per la stagione 2006. Kubica, come già aveva fatto nella sua giovane carriera, cerca di sfruttare ogni occasione per ottenere un sedile da titolare. Occasione colta al volo quando viene chiamato per sostituire Jacques Villeneuve nel Gp D’Ungheria. Il Gran premio si disputa in condizioni difficili per via della pioggia, ma Kubica corre con il solito piglio e coglie al traguardo un’ottima settima posizione, annullata poi da una squalifica per aver superato limiti di pesi, ma poco importa, perché la BMW decide di promuoverlo pilota titolare. Dopo tante peripezie e difficoltà, superate tutte con caparbietà, riesce a diventare protagonista nella massima categoria del motorsport. La sua carriera in F1 sembra quella di un predestinato; nel 2008 vince infatti la sua prima gara in Canada, dove l’anno prima fu sfortunato protagonista di un grave incidente fortunatamente senza conseguenze. La sua carriera prosegue con tanti risultati positivi tanto che, nel 2010, al momento del suo passaggio in Renault, si parlava già di trattative ben avviate con la Ferrari, scuderia per cui ogni pilota sogna di guidare.

 

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Quel drammatico incidente

Qui entra in gioco un’altra volta il destino. Il 6 febbraio 2011 Robert Kubica, per soddisfare la sua sete di adrenalina, partecipa al rally di Andora dove, a causa di un incidente, rischia di perdere la vita e perde parte della mobilità al braccio destro.

 

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La difficile ripresa

Dopo un anno di riabilitazione e cure intense che lo portano a superare la fase critica dal terribile infortunio, sembra tutto pronto per un suo ritorno graduale in F1. Ma la sfortuna si abbatte di nuovo sul fortissimo pilota, perchè una banale scivolata causata dal ghiaccio mentre cammina nel giardino di casa, gli provoca una mini frattura alla caviglia proprio nella gamba già indebolita dall’incidente. A questo punto il suo ritorno in Formula Uno si allontana, ma Robert non si arrende neanche questa volta e alla fine del 2012 entra nel mondo rally dove riesce a vincere il mondiale WRC-2 alla prima stagione, seppur anche qui non sia mancato lo spavento per qualche pericoloso incidente. Finita l’esperienza nei rally nel 2015, la sua carriera sembra a un punto morto, ma in Robert Kubica si accende un’altra scintilla, nel 2017 torna in F1 per alcuni test con la Renault e la Willliams che da prima pensa di farlo diventare pilota titolare nel 2018, ma poi ci ripensa, rilegando come terzo pilota.

Crederci sempre, arrendersi mai

La delusione è tanta, ma già ritornare nel giro buono dei piloti è un risultato straordinario visto che sembrava quasi utopia poco tempo prima; quindi Robert si rimbocca nuovamente le maniche dando un prezioso contributo al team grazie alla sua esperienza.

Finalmente il ritorno

La stagione 2018 della scuderia di Frank Williams è iniziata male e pare finire peggio, quindi, per ricostruire un team glorioso passato, ecco l’annuncio che tutti i tifosi di Formula Uno attendevano da tempo: il polacco promosso pilota titolare per la prossima stagione. Le dichiarazioni del pilota Polacco non si fanno attendere e colpisce un punto in particolare: “Probabilmente sono stato l’unico che non ha mai mollato”. E di questo bisogna dargli merito, perché come ripetiamo spesso parafrasando Rocky: “nello sport e nella vita non è importante come si cade ma come ci si rialza”…

In bocca al lupo Kubica!

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