Emil Zatopek – La locomotiva umana
Tempo di lettura: 2 minuti

credit immagine: Deutsche Fotothek.

Emil Zatopek – La Primavera di Praga e la scelta di morire nel suo paese

Una passione nata per caso, quasi controvoglia e per volere della ditta della fabbrica in cui lavorava. Comincia così, quasi per caso la storia di uno degli atleti più forti della storia. Spirito combattivo, frutto di chi per sopravvivere si è sempre rimboccato le maniche. Corre Emil, corre e sbuffa. Quel ciondolare cadenzato poco incline a chi fa della corsa uno sport da esteta. Polmoni d’acciaio, gambe da sciatore e forza d’animo come pochi.

Corre e sbuffa

“Non ho abbastanza talento per correre e sorridere allo stesso tempo” dichiarerà a chi gli imputa una corsa non uniforme. Ma Emil non curante continua a correre. Corre e sbuffa. Come una Locomotiva. Una Locomotiva umana. Questo il suo soprannome. Ai Giochi Olimpici di Londra del 1948 conquisterà l’oro nei 10000m piani e l’argento nei 5000m. Non basta. Si può fare di più. Si DEVE fare di più. Così Emil correrà anche nella metodologia di lavoro. Messi da parte gli allenamenti lunghi e continui, svilupperà quello che ancora oggi viene utilizzato da tanti sportivi. Allenamenti brevi, intensi ma spezzettati. 200m, poi 400. Tutti fatti al massimo e con ripetizioni continue. I km percorsi saranno gli stessi, tutti intervallati ma potenti. Le brevi distanze saranno un gioco, le lunghe non spaventano. Arriviamo ai Giochi Olimpici di Helsinki del 1952. Emil è in una forma strepitosa, quasi divina. Vincerà la medaglia d’oro nei 5000 e 10000 metri e gareggerà a sorpresa, vincendo, anche nella maratona. Stabilirà il record olimpico in tutte e tre le discipline, con una facilità inumana. Diventa l’idolo della Cecoslovacchia e della sua Kopřivnice, ricoprendo anche ruoli importanti in campo politico. Prima del suo ritiro vincerà ancora, diventando il primo uomo a scendere sotto i 29 minuti nei 10000 metri. Diventerà una leggenda vivente dello sport, ma il suo schieramento in campo politico lo pagherà a caro prezzo.

La scelta

La Primavera di Praga e l’invasione russa lo relegherà agli arresti e passerà anni a lavorare lontano dalla famiglia, in una miniera di Uranio.
Emil Zatopek continuerà a lavorare, subendo in silenzio le più svariate umiliazioni, rifiutando la possibilità di scappare e lasciare il suo paese. Morirà nella sua Praga il 22 Novembre del 2000 e solo 12 anni dopo verrà inserito nella Hall of Fame dalla IAAF. Un uomo semplice divenuto campione, un campione divenuto leggenda, una leggenda che resterà per sempre, nella storia dello sport.

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Per maggiori informazioni o negare il consenso, leggi l'informativa estesa. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi