Olimpiadi Seul 1988 – Siamo un popolo di Abbagnale
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La mano nell’acqua, ovviamente calma. L’acqua intendo, non certo la mano. La mano è tesa e quel contatto con l’acqua serve ad offrire certezze. Questo è il tuo habitat, in qualsiasi luogo del globo tu possa trovarti. Qualcuno usa l’acqua donando maggior solennità al segno della croce, altri vogliono solo sentirla. Dietro, alle tue spalle, il prodiere. Per molti il compagno d’arma diventa un fratello; il tuo è quello naturale, fratello di sangue, di vita e di squadra; Carmine. L’unico dei 4 eroi di questa storia che non si chiama Giuseppe. In verità, il tuo amico timoniere, quello alle spalle di tuo fratello Carmine lo chiamano tutti Peppiniello. Poco più di 150 cm di Cuore. È in una buca dell’imbarcazione a dettare i tempi della vostra azione. Lo zio, Giuseppe proprio come te e Peppiniello, è il vostro allenatore. Vi ha visto crescere nelle acque tranquille di Castellammare di Stabia. Vulcani difronte al vulcano Vesuvio. Tutte le mattine di tutti i santi giorni. Op aleee -op aleee, Op aleee – Op aleee in una lingua che non è né inglese ne napoletano eppure dentro ha tutta la musicalità dello sforzo. Op aleee, op aleee. È servita a Los Angeles; tutta quella fatica è servita ad ottenere l’alloro olimpico. Siete i campioni in carica. Seul non è l’America, qui tutto va ridiscusso. Gli inglesi hanno una capovoga leggendario, bulgari, tedeschi; tutti vogliono la vostra corona. Gli avversari non hanno Giampiero però. Giampiero è un motore; per voi silenzioso pure se fa molto rumore. Inevitabilmente lo avvertite ad ogni colpo. Li conta e li scandisce per il pubblico da casa. Un’intera nazione che vi ama. 42 colpi al minuto, 46 colpi al minuto, è nelle vostre orecchie ma non produce suono. Siete partiti sparati, nessun tatticismo. Partenza violentissima. Bravi, molto bravi urla Giampiero Galeazzi in TV, l’azione sta strozzando gli inglesi. La fatica è ovunque ma non nel cuore. La Germania dell’Est rinviene prepotente; mancano 50 metri all’oro olimpico, 50 metri alla leggenda e non volete mollare. Giampiero urla , Gli Italiani trattengono il fiato e vi spingono con gli occhi. “Reagisce comunque Giuseppe che regge magnificamente, sta reggendo negli ultimi 10 colpi, rinviene la Germania ma la prua italiana è la prima a vincere”. SIAMO UN POPOLO DI ABBAGNALE. Ai Fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale ,a Peppiniello Di Capua medaglia d’oro nel “Due con” alle Olimpiadi di Seul 1988.

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