Imola 2002 – Superbike: la regina di tutte le sfide a 2 ruote
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credit immagine: Marpol .

Un mondiale da decidere

Imola 2002. Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Nella storia dei motori ci sono duelli che non lasciano alcun segno ed altri che restano indelebili nel cuore dei tifosi. Lo storico autodromo italiano è pronto ad accogliere i piloti della Superbike per le ultime due gare di un campionato mondiale che deve ancora decretare il vincitore.

Un duello all’ultimo respiro

Nessuno tra i presenti può sapere che sta per assistere ad una delle più belle gare mai viste dagli appassionati e non delle corse motociclistiche. Due manche, cinquanta punti per decidere chi, tra Troy Bayliss e Colin Edwards, porterà a casa il titolo di campione del mondo. Il primo, alfiere della Ducati, ha dominato la prima parte della stagione per poi vedersi “rosicchiare” punti dal secondo. Secondo che, sulla sua Honda, ha mostrato una grande forza mentale per non mollare e recuperare tutti i punti di svantaggio nella seconda metà del campionato, arrivando così a giocarsi il titolo all’ultima gara.

La gara delle gare

Ciò che ne nasce in questa calda domenica italiana è un duello appassionante, mozzafiato, basato sulla tecnica e sul coraggio: nessuno dei due fa calcoli, ma con cuore e passione si sorpassano più e più volte e non si contano le volte in cui le carene si toccano. Alla fine a trionfare è il texano Colin Edwards. L’australiano della Ducati Troy Bayliss, nonostante la bruciante sconfitta, incita i 100.000 tifosi – per lo più delusi dal risultato- ad applaudire l’avversario, facendosi apprezzare dunque non solo in pista ma anche per la sua grande sportività.

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“Troy è un’icona del nostro marchio, un ducatista vero, capace di identificare caratteristiche come grinta, talento, orgoglio e competenza, un ulteriore valore aggiunto alla nostra azienda e alle nostre moto. Un pilota che non molla mai, beniamino del pubblico, al quale non si può che voler bene.”


Gabriele Del Torchio, A.D. Ducati dell’epoca

Onore al vincitore

Imola 2002 è stato semplicemente l’apice di una delle rivalità motociclistiche più avvincenti e corrette della storia recente delle due ruote, dove lo sconfitto era sempre il primo ad andare a complimentarsi con l’avversario e viceversa: due grandi personaggi dello sport prima che piloti che resteranno per sempre nel cuore dei tifosi.

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