Ciak si Giro – Giro d’Italia 2018, 9a tappa: Campo Imperatore vince Yates, con il ricordo di Pantani nel cuore
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credit immagine: Hoebele.

Giro d’Italia 2018 – Nona Tappa. Pescosannita – Campo Imperatore 224 km. Cominciata la nona tappa di questo Giro. Un giorno speciale per una corsa che oggi compie esattamente 101 anni. Ieri a Montevergine l’ha spuntata Carapaz e noi abbiamo in esclusiva il reale motivo, lo stimolo che ha permesso all’ecuadoregno di imporsi in solitaria:

 

Oggi si arriva a Campo Imperatore e la mente ci riporta a quella tappa del 1999, a quel Marco Pantani talento indissolubile, a quegli scatti secchi che non lasciavano scampo agli avversari. Qualche lacrima scende giù dal viso, convinti che non doveva finire così; non doveva finire così.

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Comincia la tappa e 14 corridori vanno in fuga: Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni – Sidermec), Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain – Merida), Simone Andreetta (Bardiani – CSF), Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF- Drapac), Maxim Belkov (Katusha – Alpecin), Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek – Segafredo) e Alex Turrin (Wilier – Selle Italia)

I battistrada dopo il GPM riescono a guadagnare fino a 8.30 minuti dal gruppo, anche perchè la squadra della maglia rosa non sembra avere le forze (o forse pura strategia) per gestire l’intera corsa. Gli uomini dell’Astana prendono così l’iniziativa e con un ritmo forsennato ai 24 km all’arrivo riescono a ridurre il ritardo del gruppo maglia rosa a 3.33 minuti. Davanti non vi è accordo, volano parole grosse e Boaro sembra travestirsi del miglior Alberto Sordi, mandando i suoi compagni in un paese dove a quanto pare sembra conoscere bene il primo cittadino.

Ai 15 km Masnada cerca l’allungo, gli uomini di fuga rispondono. Il gruppo insegue a 2.37. Comincia la salita.

Comincia la salita, Masnada è sempre avanti, Boaro insegue ed il gruppo maglia rosa transita ai 10 km con 2.07 minuti di ritardo. Qualcosa si muove. Ai 5 km Masnada tiene a 58 secondi gli inseguitori ed a 1.20 il gruppo maglia rosa, con l’Astana sempre in testa che, un km dopo, riprende i primi inseguitori, con il solito Federico Masnada a non mollare. Fabio Aru soffre in fondo al gruppo.

Mancano 3 km all’arrivo, il gruppo riprende l’uomo in fuga dal 1 km al quale vanno i nostri applausi. Ai 2.5 km parte Giulio Ciccone, ma la sua azione si scioglie come neve al sole. Fabio Aru si stacca. Froome soffre e perde terreno. Parte Thibaut PinotMiguel Angel Lopez rilancia. Lopez non poteva fare altrimenti, dopo il lavoro fatto dalla sua squadra avrebbe rischiato il linciaggio questa sera in albergo.

Mancano 800 metri, Ciccone vuol vincere i casa sua ma oggi non è giornata. Restano in 5, Pozzovivo a tutta. La maglia rosa dietro controlla e parte. Incredibile rasoiata di Simon Yates, Pinot non riesce a rispondere e così la maglia rosa si aggiudica la tappa.

Prova di forza dunque della maglia rosa che ora ha 2.27 da Chris Froome e 2.36 sul Cavaliere dei quattro Mori Fabio Aru. Per loro forse il Giro finisce qui. Ma siamo solo alla prima settimana e il film del Giro non è ancora arrivato alla fine del primo tempo.

Ciak, si Giro.

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