Alberto Malesani – Passione, iniziativa, condivisione e obiettivi: mollo a chi?
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credit immagine: Roberto Vicario.

Alberto Malesani – La carriera, le vittorie in campo, i vigneti e quella sfuriata che cambiò la storia

Passione, spirito d’iniziativa, condivisione delle vittorie con il gruppo e obiettivi precisi da raggiungere. Con questi principi ben saldi in testa, Alberto Malesani abbandona il suo lavoro alla Canon per intraprendere quello che sarà un viaggio esplosivo nel mondo del calcio.

Gli inizi al Chievo

Un sogno spesso ti mette alla prova, davanti a scelte difficili dove sbagliare strada può far la differenza tra successo o mediocrità. Non ha avuto dubbi Alberto Malesani nello scegliere di diventare allenatore lasciando il suo posto di lavoro. Diventa così allenatore della primavera del Chievo, fino alla chiamata in prima squadra nel 1993. Dalla Serie C1 alla Serie B il passo è breve. Per Malesani almeno che al primo anno centra subito una storica promozione. Seguiranno altre tre stagioni con i clivensi che termineranno con uno storico 7° posto in Serie B e la nascita del miracolo Chievo che poi si completerà con la storica promozione in Serie A con Delneri in panchina e la favola dei mussi volanti.

Il sogno viola

Arriva la Fiorentina di Cecchi Gori, Rui Costa e Gabriel Omar Batistuta. Esordire in Serie A A 43 anni e 87 giorni “suonati” con giocatori di questo calibro non può che essere motivo d’orgoglio per Albertone che, tuttavia, non perde la genuinità e la spontaneità di sempre. In quel di Udine fu un tripudio di emozioni e gioia incontenibile. Del resto, rendersi conto di essere l’allenatore di un Batistuta formato caterpillar, non è cosa da tutti i giorni. Il 2 a 3 è da sogno, così come l’esordio in Serie A di Malesani che esulta in lacrime sotto la curva dei tifosi gigliati.

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Le frizioni con il presidente Vittorio Cecchi Gori ed il poco feeling con il neo acquisto di Gennaio Edmundo, portano ad una inevitabile separazione -dopo un solo anno ed un 5° posto conquistato- tra la Fiorentina ed il tecnico veronese.

Nella storia del Parma

L’anno successivo Malesani arriva al Parma. La squadra è pazzesca, piena di stelle e giovani promesse che scriveranno la storia del calcio per i decenni successivi.

Buffon

Sensini, Thuram, Cannavaro,

Fuser, Vanoli, D.Baggio, Boghossian

Veron

Crespo, Chiesa

Arriverà la vittoria della Coppa Italia, della SuperCoppa italiana e di una Coppa Uefa, o Europa League che dir si voglia, che sarà anche l’ultima vinta da una squadra italiana.

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Tuttavia l’asticella del patron Tanzi e della tifoseria era parecchio alta e i risultati deludenti delle successive annate, portarono all’esonero del tecnico dei 3 trofei.

L’avventura greca

Dopo l’esonero al Parma, e le due parentesi al Verona e al Modena, Malesani partirà per la Grecia per accasarsi sulla panchina del Panathinaikos. L’esordio in Champions, le partite contro il Barcellona di Eto’o, Messi, Xavi e Iniesta e quel secondo posto in campionato ad un solo punto dall’Olympiakos. Anche qui, quasi come un litemotiv che si ripropone dopo la prima stagione trascorsa in una squadra, l’asticella si alza. Ne seguirà la famosissima sfuriata in conferenza stampa, tanto famosa da oscurarne vittorie passate e avventure future.

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Una conferenza fiume, forse frutto delle precedenti esperienze e della frustrazione di aver sempre avuto “la condanna” di dover ottenere sempre più di quanto già fatto. Seguiranno altre avventure in terra italiana, ma con risultati sempre deludenti. Qualcosa in Malesani allenatore pare essersi inceppato e da quel momento in poi non riuscirà più ad esprimersi a buoni livelli. Arriva l’ennesima conferenza stampa da parte del tecnico, allora allenatore del Genoa, ma l’intento di voler dimostrare la propria grinta sortisce ormai l’effetto opposto.

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Nel web il Malesani pensiero viene distribuito non come una dimostrazione di grinta, cazzimma e genuinità, bensì come un fenomeno virale che infiamma i telefoni dei ragazzini che, probabilmente, disconosco l’Alberto Malesani allenatore.

La Giuva

Una passione nata secondo Malesani durante la trasferta di Bordeaux. Terra di vino e di vigneti che diedero un’idea, un sogno ad oggi realtà. Creare un’azienda vinicola, coinvolgere la sua famiglia, gli affetti più cari e chiamarla come le due figlie: Giulia e Valentina. Nasce così la Giuva; la terza fase della vita di mister Malesani, tra le colline di Trezzolano, terra di Amarone e Valpolicella.

Il vino raccoglie subito i favori della critica. Quell’audace esposizione contraria dei vigneti, l’esposizione anche ad ovest e a nord, frutto di una insolita freschezza e particolare aroma, sembrano quasi raffigurare in pieno il carattere di Malesani. Ma il campo si sa, come il dolce canto delle sirene è un richiamo assai forte e al buon Alberto manca non poco. Il sogno di tornare su quella panchina, poter donare la propria conoscenza, la propria passione e condividerla con la squadra, raggiungendo tutti insieme l’obiettivo, resta ancora la meta principe di quel ragazzo che lasciò il lavoro alla canon per inseguire quel sogno infinito chiamato calcio.

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